Per un uso consapevole di Scratch e di Arduino

Direttamente dal Coderdojo Taranto un bel post sul pensiero computazionale e l’uso di Scratch e Arduino:

un estratto:

La difficoltà di scrivere programmi con linguaggi letterali e  quindi “la possibilità  di liberare il pensiero computazionale” è  dimostrata anche dal fatto  che nel mondo dell’automazione e della robotica industriale, se pure per finalità differenti (mancanza di tempo relativa alla progettazione di software, tempi stretti di messa in servizio, necessità di chiarezza del software stesso a fini manutentivi) , si usano quasi esclusivamente linguaggi a blocchi ed è  quasi sempre  “vietato” dalle specifiche dei clienti  l’utilizzo di tali linguaggi letterali.

Quindi se avessi un linguaggio   che mi permettesse di programmare in modo semplice, intuitivo e scorrevole, che non fosse un ostacolo, ma indicasse in modo naturale al computer le azioni che voglio compiere, potrei utilizzarlo come strumento di insegnamento e non come finalità del mio insegnamento.

Per fortuna, questo strumento esiste, si chiama Scratch  ed è anche OpenSource.

Esiste anche un ambiente chiamato Blockly che è in realtà una libreria di funzioni per programmatori esperti (sulla quale si basa es. il sito code.org oppure l’applicazione WEB “MIT App Inventor” che serve a creare app per smartphone…) ma io preferisco Scratch e i suoi derivati .

Questo tipo di approccio può essere usato anche per il Phisical Computing e la Robotica  educativa utilizzando mBlock (derivato da Scratch) insieme alla piattaforma Hardware Arduino.

 

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